Fusion Skills: le nuove competenze nell’era dell’AI

Il 19 marzo 2026, a Bergamo, si è tenuta la seconda tappa del Piteco Community Tour 2026. Sul palco, Fabrizio Alberton, Managing Director di The Knowledge Garden, ha introdotto un concetto destinato a ridisegnare il profilo del professionista della Tesoreria: le Fusion Skills. Non semplici competenze tecniche, non sole soft skill, ma qualcosa di radicalmente nuovo – le abilità ibride che consentono alle persone di lavorare insieme all’AI, non solo di utilizzarla.

  • Dal “fare con l’AI” al “pensare con l’AI”
  • Il missing middle
  • Le 8 Fusion Skills: una mappa per il Tesoriere aumentato
  • Cosa significa per la Tesoreria?
  • La sfida della trasformazione: l’uomo al centro!

Dal fare con l’AI al pensare con l’AI

È stato tracciato con chiarezza il percorso evolutivo dell’Intelligenza Artificiale: da strumento di automazione a sistema dotato di vera autonomia esecutiva. I modelli generativi come ChatGPT, Copilot e Gemini hanno incrementato la produttività individuale su task circoscritti, ma non hanno risolto le inefficienze strutturali del lavoro dei knowledge worker, ancora impegnati per una quota significativa del tempo in attività a basso valore aggiunto.

L’Agentic AI rappresenta il salto qualitativo successivo: non è più (solo) intelligenza aumentata, ma autonomia esecutiva. Un agente AI, a differenza di un modello generativo, non si limita a elaborare un piano – lo esegue. Analizza i dati disponibili e modifica il suo comportamento sulla base di input che riceve dall’esterno (dall’uomo o da altri agenti che sono nel flusso operativo per cui è stato studiato), prende decisioni operative nei limiti che l’uomo ha definito, esegue attività operative. Pensiamo ad esempio all’organizzare un viaggio: la Gen AI propone l’itinerario ottimale sulla base degli input che vengono passati sotto forma di prompt. L’Agentic AI esegue tutti task che permettono di arrivare alla effettiva prenotazione di voli aerei, alberghi, ristoranti e musei.

“Il tesoriere del futuro non sarà quello che conosce più strumenti. Sarà quello che saprà integrare la propria esperienza, il giudizio critico e le capacità predittive ed esecutive delle macchine” – Fabrizio Alberton, The Knowledge Garden.

Il missing middle

In questo scenario, si apre un nuovo “missing middle”: lo spazio strategico di collaborazione tra intelligenza umana e intelligenza artificiale che va colmato. L’uomo porta decisioni complesse, relazioni, creatività e responsabilità etica. L’AI automatizza i compiti ripetitivi ed elabora dati complessi ad alta velocità. Ma in questo nuovo spazio collaborativo, nessuna delle due intelligenze, da sola, può esprimere il suo pieno potenziale.

Le Fusion Skills sono esattamente le competenze che abitano questo spazio. Non sono abilità puramente tecniche/tecnologiche. Non sono solamente competenze relazionali. Sono abilità ibride – cognitive, relazionali e digitali insieme – che permettono a un professionista di utilizzare soluzioni di Intelligenza Artificiale che diventa così un vero partner cognitivo del Tesoriere.

Concetto chiave

Le Fusion Skills non riguardano la tecnologia in sé. Riguardano la capacità umana di collaborare con la tecnologia in modo strategico, critico e responsabile. L’AI deve essere utilizzata come partner cognitivo, non come scorciatoia.

Le 8 Fusion Skills: la mappa per il Tesoriere aumentato

Gli studi che definiscono queste fusion skill non sono ancora completi e definitivi. Questa materia è costantemente in evoluzione, come l’AI del resto. Possiamo però affermare che, ad oggi, sono state identificate 8 competenze ibride fondamentali che chi opera con l’AI – anche in area Treasury & Finance – dovrà sviluppare per operare efficacemente in un contesto dove l’AI è presenza costante e collaborativa.

SKILL 1 - Context Framing

Visione strategica

La più importante in assoluto. Saper definire il contesto giusto in cui l’AI dovrà operare: chiarire il contesto operativo, gli obiettivi che si vogliono raggiungere, distinguere il problema dal sintomo, definire i vincoli. Senza contesto adeguato, l’AI produce output mediocri, indipendentemente dalla sua potenza computazionale.

SKILL 3 - Critical Validation

Pensiero critico

L’AI genera proposte, l’uomo decide quali utilizzare. Analizzare costantemente e criticamente le risposte che l’AI fornisce, verificare le fonti, riconoscere le eventuali allucinazioni, valutare i bias cognitivi dell’output e testare soluzioni alternative. Il pensiero critico diventa la prima linea di controllo della qualità dell’AI.

SKILL 5 - AI Collaboration Mindset

Collaborazione

Vedere l’AI come un collaboratore, non come una minaccia né come un oracolo. Significa instaurare un dialogo iterativo, co-creare soluzioni, apprendere continuamente dall’interazione, senza difensività tecnologica.

SKILL 7 - Ethical Steering

Responsabilità etica

Guidare l’AI in modo responsabile: privacy, trasparenza, uso corretto dei dati, impatto organizzativo. Una skill sempre più critica nell’era dell’AI Act europeo. La responsabilità delle scelte algoritmiche rimane umana.

SKILL 2 - Prompt Design Thinking

Problem Solving

Non si tratta di “scrivere prompt lunghi”. Si tratta di saper progettare la richiesta all’AI: scomporre il problema, iterare le domande, usare esempi, guidare la macchina come si farebbe con un consulente junior di talento.

SKILL 4 - Cognitive Orchestration

Leadership

La skill tipica del manager “aumentato”. Saper distribuire intelligentemente il lavoro tra umano e AI: cosa delegare alla macchina, cosa supervisionare, cosa tenere irriducibilmente umano. È l’arte della direzione ibrida.

SKILL 6 - Decision Augmentation

Capacità decisionale

Usare l’AI per migliorare — non sostituire — le decisioni complesse. Simulazioni, scenari what-if, analisi dei trade-off, decisioni data-informed. L’AI potenzia il giudizio umano, non lo rimpiazza.

SKILL 8 - Continuous Learning Loop

Apprendimento continuo

Imparare dall’interazione con l’AI: migliorare i prompt, creare pattern riutilizzabili, costruire una knowledge personale, trasformare ogni esperienza in metodo. Non usare l’AI, ma imparare a pensare con l’AI.

Cosa significa per la Tesoreria?

Nel contesto della gestione della liquidità e del Cash Management, le Fusion Skills assumono un significato pratico e immediato. I casi d’uso presentati a Bergamo mostrano come il Tesoriere del futuro si troverà a lavorare con sistemi di Cash Flow Forecasting basati su algoritmi di Machine Learning, agenti AI per la Funding Optimization, advisor digitali capaci di proporre in autonomia la combinazione ottimale di strumenti finanziari.

In questo scenario, la competenza tecnica rimane necessaria, ma non è più sufficiente. Quello che fa la differenza è la capacità di porre le domande giuste all’AI, di validare criticamente le sue proposte, di integrare il suo output con il giudizio contestuale che solo l’esperienza umana può garantire. È il passaggio – come sintetizza efficacemente Alberton – dal controllo del dato al governo della decisione.

“L’AI non sostituisce il Tesoriere. Lo sposta dal controllo del dato al governo della decisione”. Fabrizio Alberton, The Knowledge Garden

La sfida della trasformazione: l’uomo al centro!

Alberton ha concluso il suo intervento richiamando una riflessione di Thomas Davenport: la velocità della trasformazione organizzativa è decisamente inferiore a quella dell’innovazione tecnologica. Il ritardo non è nella tecnologia, ma nell’adattamento umano a questa. La vera sfida del momento è aggiornare le competenze delle persone, riprogettare i processi operativi, integrare i sistemi aziendali e impostare progetti di trasformazione a livello organizzativo.

Un richiamo che il Piteco Community Tour raccoglie nella sua stessa ragion d’essere: costruire insieme, con la Community dei professionisti della Tesoreria italiana, gli strumenti e le competenze per navigare questa transizione.

Ti sei perso la prime tappe del Piteco Community Tour? Partecipa ai prossimi appuntamenti di Treviso, Modena, Firenze e Napoli. Qui tutte le info.