VoP, un anno dopo

Cosa ha insegnato alle Tesorerie?

Il 9 ottobre 2025 è diventata obbligatoria la Verification of Payee (VoP), introdotta dal Regolamento UE 2024/886 sui bonifici istantanei. A partire da quella data, prima di autorizzare un bonifico SCT o SCT Inst, il PSP del pagatore verifica che il nome del beneficiario corrisponda all’IBAN indicato.

A fine ottobre 2025 abbiamo raccolto su questo blog le domande più frequenti poste dalle Tesorerie delle aziende.

A un anno di distanza, la VoP fa parte della routine dei pagamenti in euro. Le domande delle Tesorerie sono però cambiate: oggi non riguardano più il funzionamento del controllo, ma il modo in cui integrarlo in un processo governato e tracciabile.

VoP: cosa ci consegna il primo anno

Il primo bilancio è positivo. Gli operatori del settore riportano tassi di corrispondenza elevati e processi tecnici ormai stabili. Per anni i bonifici SEPA sono stati instradati sulla base del solo IBAN; oggi il nome del beneficiario è un dato verificato prima dell’invio.

Secondo il Rapporto della Banca d’Italia pubblicato il 20 luglio 2026 sulle operazioni fraudolente del secondo semestre 2025, le frodi sui bonifici istantanei sono diminuite del 38% rispetto al semestre precedente e del 53% su base annua, un risultato attribuito anche all’introduzione della VoP. Lo stesso rapporto indica che le frodi da manipolazione, in cui il pagatore viene indotto ad autorizzare il bonifico, rappresentano il 72% del valore delle frodi sui bonifici.

Dodici mesi di esperienza confermano quanto avevamo osservato al lancio. La VoP è un presidio utile ma parziale, che dà il massimo valore all’interno di un processo antifrode più ampio, costruito a monte del pagamento.

Pagamenti massivi: dall’opt-out alla verifica bulk

La normativa consente ai pagatori di rinunciare alla VoP per i bonifici disposti in modalità massiva. Le prime analisi di settore indicano che molte aziende hanno scelto questa strada, in particolare per stipendi e pagamenti fornitori: un solo close match può trattenere un’intera distinta.

L’opt-out è una scelta legittima. Sposta però la garanzia di sicurezza sulla qualità dei dati che alimentano la distinta, ed è qui che la prevalidazione esprime il suo valore.

Il quadro è in evoluzione. Tra le proposte di modifica sottoposte a consultazione pubblica dall’European Payments Council nel 2026 figura un canale dedicato alla verifica massiva, distinto da quello per il singolo pagamento. Le nuove versioni del Rulebook VoP sono attese per fine novembre 2026.

Ogni decisione lascia traccia

La VoP non blocca il pagamento: l’ultima parola spetta sempre al pagatore. Procedere dopo un esito di no match è quindi una decisione di controllo, e la responsabilità resta in capo all’azienda qualunque sia l’esito.

È prevedibile che revisori e funzioni di controllo chiedano chi ha autorizzato il pagamento, con quale motivazione e dove è conservata l’evidenza. Può essere opportuno che chi approva la forzatura sia una persona diversa da chi rilascia il pagamento. Se l’unica traccia resta nel portale della banca, l’evidenza si trova fuori dai sistemi aziendali.

Workflow autorizzativi strutturati e un registro centralizzato degli esiti trasformano ogni eccezione in un’informazione governata. È lo stesso principio alla base della Treasury SOX Assurance: un controllo ha valore quando è dimostrabile.

Pagamenti istantanei: liquidità e riconciliazione

Lo stesso Regolamento ha reso i bonifici istantanei disponibili ovunque siano offerti quelli ordinari, senza costi aggiuntivi. I fondi possono arrivare a qualsiasi ora, anche nel fine settimana.

Per la Tesoreria questo ha due effetti. La posizione di cassa si aggiorna anche fuori dagli orari bancari, e gli incassi devono essere abbinati alle partite aperte senza intervento manuale. La qualità dei riferimenti nei pagamenti in entrata acquista quindi maggiore peso.

Una riconciliazione automatica basata su logiche di matching intelligente, come quella di Piteco IDM, mantiene una visibilità continua sulla liquidità anche quando i flussi non seguono più il calendario bancario.

VoP, le prossime tappe

La VoP resta un ambito in evoluzione:

  • 20 settembre 2026: è entrata in vigore la versione 1.1 del Rulebook VoP dell’European Payments Council.
  • Fine novembre 2026: è attesa la pubblicazione delle versioni 1.2 e 2.0 del Rulebook.
  • 9 luglio 2027: scadenza per i PSP degli Stati UE fuori dall’area euro, per i bonifici in euro. Il tema riguarda i gruppi con conti in euro in Paesi come Polonia, Romania o Repubblica Ceca.
  • Payment Services Regulation (PSR): ancora in fase di adozione, potrebbe estendere la verifica del nome ad altri bonifici e modificare le regole di opt-out.

L’approccio Piteco: sicurezza a monte, governance lungo tutto il processo

Un anno di VoP conferma l’impostazione che Piteco propone alle aziende con la propria soluzione di Payment Factory: anticipare il controllo e governare ogni fase del pagamento.

  • Prevalidazione attraverso l’integrazione con Sis ID. La verifica dell’associazione tra identificativo aziendale e coordinate bancarie avviene prima della creazione della distinta. Copre anche i pagamenti fuori dal perimetro SEPA e i flussi massivi per cui l’azienda ha scelto l’opt-out.
  • Workflow autorizzativi e invio sicuro in Piteco. I flussi dispositivi raggiungono il sistema bancario nazionale e internazionale attraverso un canale sicuro e integrato.

La VoP ha introdotto una verifica in più sul dato del beneficiario. Il passo più ampio è fare della sicurezza dei pagamenti un processo governato, tracciabile e dimostrabile, dall’anagrafica fino alla banca.

Vuoi approfondire come rafforzare il processo antifrode della tua Tesoreria? Contatta il team Piteco.